Shane Acker – 9

Avevamo tutte queste potenzialità, queste prospettive. Ma abbiamo gettato al vento il nostro dono, la nostra intelligenza..  Il nostro cieco inseguimento della tecnologia ci ha solo condotto più velocemente alla nostra rovina.

Il nostro mondo sta finendo. Ma la vita deve… andare avanti.

http://www.shaneacker.com/

Un possibile futuro segnato dalla distruzione per causa di un’intelligenza superiore, creata per mano dell’uomo che tenta di fare il dio della situazione e che, come a dio, la situazione sfugge leggermente di mano, è un tema ricorrente nella fantascienza. Dal mito di Prometeo, a Frankestei di Mary Shelley  ribellione e predominanza delle macchine sull’uomo sono le protagoniste di libri quali Neuromante di Gibson, Il ciclo di Dune di Frank Herbert, Il cacciatore di androidi di Philip K.Dick, Il ciclo dei robot di Isaac Asimov; di pellicole come Matrix dei fratelli Wachowski, la serie di cortometraggi giapponesi Animatrix, Ghost in The Shell di Mamoru Oshii, Wall-e di Andrew Stanton, Metropolis di Fritz Lang…Punti di vista e sfumature diverse di un concetto teorizzato da Vernor Vinge come Singolarità Tecnologica che riprende il concetto di singolarità matematica e lo applica alla tecnologia:

un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani moderni. La Singolarità può, più specificamente, riferirsi all’avvento di una intelligenza superiore a quella umana, e ai progressi tecnologici che, a cascata, si presume seguirebbero, salvo un importante aumento artificiale delle facoltà intellettive di ciascun individuo. Che una singolarità possa mai avvenire, è materia di dibattito. Le macchine acquistano consapevolezza di sè e divengono autosufficienti, diventano autonome e si distaccano dai loro stessi creatori ed in grado di autoprogrammarsi, di autoripararsi e di governarsi da sole, decidendo da sole il proprio destino e la propria esistenza, anche in contrasto con quelli della specie umana che le ha create.”

9 di Shane Acker, tratto dal cortometraggio omonimo dello stesso Acker del 2004, ci regala un’altro punto di vista in materia per gli amanti della computer grafica e di Tim Burton, che ne è il produttore. Meritevole. Buona la sceneggiatura di Pamela Pettler ( La sposa cadavere, Monster House). Uno scienziato, in un supremo gesto d’eroismo, costruisce 9 bambole di pezza donando loro la sua vita. Questi 9 pupazzi, in particolare uno di loro, sono la chiave per la salvezza di un mondo in guerra, dominato dalle macchine (e non parliamo della fantastica serie di poster *.*). E 9 ricorda un pò Wall-e e Numero 5 (Corto Circuitoooooo).

CHICCA: Shane ha partecipato alla realizzazione delle animazioni del Signore degli Anelli, il ritorno del re 😉

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