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Robert A. Heinlein – Starship Troopers

— Le verità fondamentali sono immutabili, e quando un uomo perspicace riesce ad esprimerne una non è più necessario, per quanto il mondo si evolva, formularla diversamente.

— Aggiungete tutto il lavoro che vi pare, non trasformerete una torta di fango in una torta di mele. Resterà una torta di fango senza nessun valore. Per corollario, il lavoro non qualificato può facilmente sottrarre valore:  un cuoco incapace può trasformare tutta la farina e le mele, giò dotate di valore per conto loro, in una porcheria immangiabile, di valore zero. Al contrario, un grande chef può cavare dagli stessi materiali un qualcosa di valore assai superiore a quello di una banale torta di mele, e con lo stesso sforzo che un cuoco normale impiega per preparare un dolce normale. Questi esempi culinari possono diminuire la teoria marxista sul valore e illustrare la verità della definizione del buon senso che invita a misurarlo in termini d’uso.

–Una vecchia canzone afferma che “le cose migliori” non costano niente. Non è vero. E’ falso, spudoratamente falso! E fu questo il tragico errore che portò alla decadenza e al crollo le democrazie del Ventesimo secolo. Quei nobili esperimenti fallirono perchè il popolo era stato indotto a credere che bastava votare per ottenere ciò che si voleva…e ottenerlo senza fatica, senza sudore, senza lacrime.

…Se voi, ragazzi e ragazze, dovesta guardagnarvi i vostri passatempi sgobbando come deve fare un neonato per mantenersi in vita, sareste certamente molto più felici…e molto più ricchi. Stando così le cose per molti di voi, compiango la miseria della vostra ricchezza.

…Il poeta che scrisse i versi di quella canzone intendeva dire che le cose migliori non si possono acquistare con il denaro, il che è vero, proprio come è falso il significato letterale di quelle parole. Le cose più belle della vita sono al di là del denaro. Il loro prezzo è agonia, sudore, devozione. E il prezzo richiesto per la più preziosa di tutte le cose della vita è la vita stessa, costo ultimo per un valore assoluto.

— No, mia cara, tu possiedi una coscienza indotta, una coscienza molto ben indotta. L’uomo non ha istinto morale. Perlomeno, non è innato. Tu non lo possedevi quando sei nata, io nemmeno. Un cucciolo non ce l’ha. Noi acquisiamo il senso morale, quando l’acquisiamo, attraverso l’esercizio, l’esperienza e il lavoro della mente…

…Che cos’è il senso morale? E’ un’elaborazione dell’istinto di conservazione, dell’istinto di sopravvivenza che, quello si, è insito nella natura umana. Ogni altro aspetto della nostra personalità deriva da lì. Tutto quello che contrasta con l’istinto di conservazione agisce prima o poi per eliminare l’individuo, e quindi scompare nelle generazioni che seguono. Questa verità è matematicamente dimostrabile, verificabile ovunque: è l’eterno imperativo che controlla tutto quanto facciamo. MA l’istinto di sopravvivenza può essere incanalato verso obbiettivi molto più ampi e complessi del cieco impulso del singolo individuo a restare in vita. Ragazza mia, quello che tu hai erroneamente definito ‘istinto morale’ è la verità che le persone più anziane hanno continuato a instillarti, e cioè il concetto che la sopravvivenza può avere imperativi più forti del tuo personale istinto di conservazione. Uno di questi imperativi, per esempio, è la sopravvivenza della tua famiglia. O dei tuoi figli, quando ne avrai. O della tua nazione, se riesci ad innalzarti di tanto sulla scala degli imperativi. E così via, allargando sempre il campo. Una teoria della morale che sia veramente scientifica, deve avere radici nell’istinto di sopravvivenza di ogni individuo, e unicamente in quello. E deve descrivere correttamente la gerachia della sopravvivenza, individuare le motivazioni di ciascun livello, risolvere tutti i conflitti.

….tutti i problemi morali possono essere illustrati da una sola massima: ‘ Nessun uomo può amare più di una gatta che moure per difendere i suoi gattini’. Una volta capito il problema che la gatta deve affornatre, e il modo in cui l’ha risolto, saree in grado di autoanalizzarvi e capire fino a che punto della scala morale siete capaci di salire.  Quei giovani delinquenti si erano fermati al gradino più basso. Nati con l’istinto di conservazione, come tutti, la più alta moralità che riuscirono a raggiungere fu una specie di vacillante lealtà verso un gruppo di pari, la banda di strada. I benpensanti tentarono di ‘fare appello ai loro sentimenti migliori’, di ‘toccare i loro cuori’, di ‘risvegliare il loro senso morale’. Sciocchezze! Quei ragazzi non avevano sentimenti migliori, l’esperienza aveva insegnato loro che ciò che facevano era il modo per sopravvivere. I cuccioli non avevano ricevuto sculacciate al momento opportuno, di conseguenza tutto quello che facevano con piacere e sortiva buoni risultati risultava ai loro occhi ‘morale’.

La base di ogni moralità è il oodovere, un concetto legato alla collettività dalla stessa relazione che l’egocentrismo intrattiene con l’individuo. Nessuno predicò a quei ragazzi il senso del dovere, in un linguaggio che potessero intendere, e cioè per mezzo di sonori ceffoni. Invece, la società in cui vissero parlava loro incessantemente di diritti. I risultati avrebbero dovuto essere facilmente prevedibili, dato che un essere umano non possiede diritti naturali di nessun genere.

….Ma allora come la mettiamo con la vita, la libertà e la ricera della felicità?

ah sicuro, i ‘diritti inalienabili’! Diritto alla vita? quale diritto alla vita possiede un uomo che sta annegando nel Pacifico? L’oceano non ascolta le sue invocazioni. Che diritto alla vita ha un uomo che deve morire se vuole salvare i suoi figli? E se sceglie di salvare la propria vita, lo fa in nome del diritto? se due uomini stanno per morire di fame e l’unica alternativa è il cannibalismo, a quale dei due spetta di mangiare l’altro in quanto il suo diritto a vivere risulta inalienabile? E si tratta proprio di un diritto? Quanto alla libertà, gli eori che la conquisterano misero in gioco la loro vita per conseguirla. La libertà non è mai inalienabile; deve essere riscattata di regola con il sangue dei patrioti, altrimenti inevitabilmente sfuma. Di tutti i cosiddetti ‘diritti umani inalienabili’, la libertà è quello che ha meno probabilità di essere acquisito a buon mercato, e non è mai gratuito. E il terzo diritto? La ricerca della felicità? Sarà anche inalienabile, ma nn è un diiritto. E’ semplicemente una condizione universale che i tiranni non possono eliminare e i patrioti non possono riscattare. Gettatemi in un carcre sotterraneo, legatem al palo del supplizio, incoronatemi re dei re, e io posso ugualmente inseguire la felicità fin tanto che mi resta un alito di vita. Ma nè gli dei, nè i santi, nè i sapienti, nè i maghi potranno assicurarmi che la raggiungerò…

Delinquente significa mancante ai propri doveri. Ma il dovere è una virtù da adulti, e infatti un giovane diventa adulto quando acquisisce il concetto di dovere, e lo pone prima dell’amore per se stesso, istinto con cui è nato. Non è mai esistito, nè ci potrà mai essere, un vero minore delinqunte. Ma poichè la definizione è questa, diremo che per ogni minore delinquente ci sono sempre uno o più delinquenti adulti, persone che hanno raggiunto la maggiore età, che non sanno qual’è il loro dovere o pur sapendolo nn sono riusciti ad agire appropriatamente. Fu questo punto debole a distruggere quella che per molti versi era stata una civiltà ammirevole. I giovani teppisti che impversavano per le strade erano i sintomi di una grave malattia. I cittadini dei quel periodo (tutti erano tali) esaltarono la loro mitologia dei diritti e persero completamente di vista i doveri Nessuna nazione così costituita può durare.

— IN ogni tempo gli uomini si sono sforzati di dare il voto a quanti fossero in grado di usarlo con saggezza, per il bene di tutti. Un primo tentativo fu la monarchia assoluta, difesa appassionatamente come ‘diritto divino del re’. Talvolta si ebbero tentativi di scegliere un monarca saggio, invece di rimetteri scompletamente a DIo. E’ il caso, per esempio, degli svedesi, che scelsero di farsi governare da un francese, il generale Bernadotte. Ma di Bernadotte non se ne trovano sempre. gli esempi della storia vanno dallamonarchia assoluta alla completa anarchia.  L’umanità ha tentato migliaia di sistemi, e molti di più ne sono stati proposti, alcuni dei quali alquanto insoliti, come il comunismo ante litteram invocato da Platone sotto il fuorviante titolo La repubblica. Ma l’intento è sempre stato moralistico: formare un governo stabile ed equo. Tutti i sistemi tendevano a raggiungere questo scopo limitando il diritto di voto a coloro che si credeva avessero la saggezza necessaria per usarlo appropriatamente. Ripeto, tutti i sistemi, perfino le democrazie, escludevano dal diritto di voto almeno un qaurto della popolazione effettiva, per via dell’età, della nascita, dei precedenti criminali e via dicendo.

…il diritto di voto è stato soggetto a ogni tipo di regole: luogo di nascita, status sociale, colore della pelle, sesso, censo, istruzione età, religione, ecc..Tutti questi sistemi funzionavano, ma nessuno come si deve,. tutti vennero considerati tirannici da qualcuno, e tutti finirono per crollare o per essere spazzati via.

…Perchè? Perchè i nostri elettor sono più intelligenti di quelli del passato? no, questo l’abbiamo già escluso.

…Con il nostro sistema ogni elettore e ogni governante è un uomo che ha dimostrato, con anni di duro servizio volontario, di considerare il benessere della maggioranza più importante di quello personale. Questa è l’unica differenza pratica con il non elettore. Puà mancare di saggezza, può scarseggiare in virtù civiche ma la sua prestazione media è assai migliore di quella di qualsiasi altra classe dirigente della storia.

…Quale sarebbe il valore reciproco dell’autorità? Responsabilità. Autorità e responsabilità devono essere uguali, altrimenti avviene uno sbilanciamento, potete esserne certi come del fatto che la corrente scorre fra punti di diverso potenziale. Insediare autorità senza responsabilità significa provocare un disastro. Attribuire a qualcuno la responsabilità di qualcosa che non controlla equivale a comportarsi con cieca idiozia. Le democrazie erano instabili perchè i loro cittadini non erano responsabili per il modo in cui esercitavano la loro autorità sovrana. Il tributo che dobbiamo versare noi per ottenere il diritto di voto era qualcosa di inconcepibile a quei tempi. Non si faceva niente per stabilire se un elettore era socialemente responsabile nella stessa misura dell’autorià che gli era consentito esercitare. Noi non facciamo questione di età, colore, credo, nascita, ricchezza, sesso o ideologia. Chiunque può guadagnarsi l’autorità sovrana grazie a un periodo di servizio militare normalemtne breve e non eccessivamente arduo, qualcosa che i nostri antenati, gli uomini delle caverne, avrebbero considerato niente di più di un leggero esercizio fisico.

Poichè il diritto di voto rappresenta il massimo in fatto di autorità umana, facciamo in modo di assicurarci che colui che lo esercita sia disposto ad accettare il massimo della responsabilità sociale. Chiediamo a chiunque desideri esercitare un controllo sullo Stato di mettere in gioco la propria vita, e di perderla se necessario, per salvare la vita dello Stato. Il massimo della responsabilità che un essere umano può accettare è così equiparato al massimo di autorià che lo stesso essere può esercitare. Se voi separate i tipi aggressivi e ne fate cani da pastore, il gregge non vi procurerà mai grane. Instillare la virtù morale, ovvero la responsabilità sociale, in coloro che non la possiedono, non la desiderano e non tollerano di sentirsi gettare addosso un simile fardello…un sesno di responsabilità sociale che vada al di là della famiglia, o al massimo della tribù, richiede fantasia, devozione, lealtà, tutte le virtù più alte che un uomo deve sviluppare autonomamente. Se gliele imporrete, finirà per rigettarle. Nel passato si faceva così….

Terry Pratchett – Stelle Cadenti

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“Come no.” rispose Galena. “E’ un continuo. Per esempio, nel Riscatto del re io faccio un troll che arriva di corsa e pesta la gente. E nella Foresta Oscura faccio un troll che arriva di corsa e pesta la gente. E poi, poi, nella Montagna Misteriosa faccio un troll che arriva di corsa e si mette a saltae su e giù sulla gente Non conviene mai restare legati ad un personaggio”

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In retrospettiva, Victor non riuscì mai a essere preciso su quei pochi minuti successivi. E’ cosi che vanno le cose. I momenti che ti cambiano la vita sono quelli che capitano all’improvviso. Tipo quando muori.
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pg105-107
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“Ecco cosa fa l’intelletto alla tua vita sessuale” intervenne Non Chiamatemi Signor Tip Tap ” i conigli non hanno mai avuto di questi problemi. Vai, Feconda, Ringrazia”.
“Prova a regalarle un topo2 consigliò il gatto “Prefenti efclusi, naturalmente” aggiunse con aria colpevole, cercando di evitare l’occhiataccia di Assolutamente non Squitt.
” Essere intelligente non ha certo reso facile la mia vita sociale” continuò signor Non Chiamatemi Tip Tap amaramente “una settimana fa, tutto a meraviglia. ORa all’improvviso ho voglia di fare conversazione e loro stanno sedute e arricciano il naso. Ti senti davvero un idiota”.

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…”Si un vecchio cagnaccio che era stato i suo unico amico, e dopo che avevano messo il tipo sottoterra si era sdraiato sulla sua tomba e aveva ululato per un paio di settimane. Ringhiava a tutti quelli che si avvicinavano. E poi è morto.”
“che cosa triste”
“davvero, Dicono tutti che dimostra l’more innocente e imperituro di un cane per il suo padrone” disse Gaspode il cane, sputando le parole come fossero chiodi
“perchè tu non ci credi?”
“mica tanto. Secondo me qualunque cane starebbe fermo a ululare se gli avessero appena schiacciato la coda sotto una pietra tombale” rispose Gaspode

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Tutte le capacità mai usate, tutte le occasioni sprecate.

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La vita è come guardare un film, pensò. Solo che ti sembra di essere entrato sempre dieci minuti dopo l’inizio dello spettacolo e nessuno vuole raccontarti la trama, così devi capirla da solo. E non hai mai, davvero mai, la possibilità di restare per il secondo spettacolo.

Molto forte, incredibilmente vicino

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Non ci si può non affezionare a questo tenero piccolo ometto che si ritrova ad affrontare una situazione di cui non ha colpa ma di cui porta tutte le colpe. Certe situazioni saranno sempre più grandi di noi e sempre ci faranno sentire con le scarpe pesanti. Questo libro mette a nudo la dispersione che si prova di fronte alla perdita di una persona cara, quando il nostro mondo diventa un quadro fatto di mille pezzi..quando ti senti impotente e non sai cosa fare, quando tiri ma la coperta da un lato è sempre più corta…Quando si vorrebbe sapere ma no si potrà mai sapere, quando si vorrebbero le risposte ma non si possiedono neanche le domande, quando un sussurro di una voce potrebbe cambiare tutto ma quel sussurro nn ti è più dato sentirlo, quando…
“Piangevo. Perchè è necessario fare qualcosa di cattivo per poter fare qualcosa di buono”